Made in Japan

La tesi e la mia futura laurea..

Beh, l’estate non ha portato particolari consigli e non ho trovato stimoli sufficienti per creare qualcosa di personale ed accattivante.

Nel corso di laurea che frequento pare di capire ci siano davvero molte opportunità per crescere e fare del proprio meglio. Si sa ovviamente che non si fa niente per niente (e il gioco di Tingle Docet) e più precisamente l’università ha bisogno di incentivare ma anche di investire sui giovani volenterosi per avere dei ritorni positivi. Questo non mi pare assolutamente un male.

Dopo questo cappello introduttivo vengo subito al dunque:

Il corso di laurea in scienze del turismo o più precisamente la Fondazione “Campus Studi del Mediterraneo” (quella che finanzia i corsi di laurea triennal, specialistica, master) ha intenzione di allacciare dei rapporti (dico così in maniera generica perché non mi è stato detto ancora qualcosa di preciso) con il Giappone e già in altri casi ha pensato che gli studenti debbano essere degli ambasciatori così come è successo al mitico Ivano che è andato per un lungo periodo in India.

Qualora accettassi avrei del tempo per visitare un luogo e mettermi in contatto con una cultura differente dalla nostra e soprattutto lavorare ad un qualcosa di diverso rispetto ad una tesi sul lucca comics e games.

Non serviva certo la pubblicità della Beck’s per farmi capire che davanti a me ho 2 porte (nel mio caso le porte sono molteplici perché il mio peggior difetto è l’indecisione oppure il non aver coraggio delle proprie scelte.)

Porta Rossa (entusiasmo puro=)–> Cavoli è un’opportunità da non perdere. Sarò ambasciatore del mio corso di laurea in uno Stato in cui avrei sempre desiderato soggiornare.

Porta bianca (Paura immensa)–> Un po’ come il George McFly (il padre di Marty di Ritorno al futuro) adolescente che cova dentro di sé una passione però ha paura di coltivarla. Aver paura che le cose vadano male e di non essere all’altezza della situazione.

Porta Blu (in medio stat virtus)–> La porta che c’è ma non la si vede quasi mai. Quella che dopo un pensiero giusto ed equilibrato la paura e l’entsiasmo si incontrano e si studiano.

La scelta è ricaduta sulla porta blu nella quale mi appresto or ora ad entrare.

Ora che sono passato dall’altra parte devo prepararmi mentalmente alla nazione che andrò ad esplorare e cosa visitare per avere informazioni dettagliate sul campo. Il campo è molto vasto e punta sulla comunicazione per immagini ovvero un campo in cui il giappone pare abbia investito e speso molto ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Devo crearmi quindi un piccolo percorso almeno di base per avere i primi contatti e poi capire cosa cerco veramente un qualcosa su cui puntare l’interesse e nel frattempo sarò un ambasciatore del mio corso di laurea disponendo quindi di una cartella di contatti orientata verso professori o ricercatori in alcune università giapponesi. Credo che questo sia o meno quello che mi aspetta.

Ho certamente un po’ di tempo per pensarci e delle notti da dormire.

La prima notte l’ho passata discretamente senonché ho sognato di uscire da un autobus (basu) e ritrovarmi in un centro storico con una galleria come Milano, però più piccola. Mi sentivo veramente sperso in quanto tutti i cartelli e le insegne erano scritti con caratteri tipicamente cino-giapponesi. La mia più gran paura.. entrare in una macelleria pensando che sia un negozio di abbigliamento… Però alla fine è divertente.

Vi aggiornerò su altri miei sogni.

Made in Japanultima modifica: 2007-09-21T10:27:25+02:00da pepogarross
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